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L'INIZIO DEI MIEI STUDI AL CONSERVATORIO DI MILANO

Da quella sera in cui rimasi colpita dal violino durante un concerto quando avevo 2 anni, passò diverso tempo prima che cominciassi a studiare in Conservatorio.

I miei genitori (non musicisti) interpretarono quelle continue richieste di voler suonare il violino come un capriccio del momento.

Ma non lo era affatto poiché continuai a chiedere ripetutamente di portarmi in Conservatorio e mi feci addirittura regalare un violino giocattolo col quale mi divertivo molto.

Ricordo che mentre mia madre preparava i pasti, le chiedevo sempre due spaghetti con i quali fingevo di suonare e mi sentivo davvero felice.

Insomma, mi ero proprio innamorata!

All’età di 4 anni dovetti sottopormi ad un’operazione per rimuovere tonsille ed adenoidi e finalmente sentii pronunciare questa frase dai miei genitori: “Se ti comporti bene durante la settimana di ricovero, ti portiamo in Conservatorio.”.

Ero al settimo cielo e facevo il conto alla rovescia per poter, finalmente, cominciare a studiare il violino.



Le prime lezioni

A quattro anni e mezzo entrai per la prima volta al Conservatorio di Milano.

In realtà non fu proprio la prima volta poiché, avendo una sorella di 9 anni più grande che studiava il pianoforte, mia madre mi portò con sé da quando avevo solo due settimane di vita.

Ricordo quel giorno, quanta emozione e curiosità!

Entrai in aula e vidi davanti a me un uomo altissimo con un grande sorriso e una voce pacata e vidi per la prima volta un vero violino, minuscolo quanto me.

Per diventare allieva a tutti gli effetti del Conservatorio, dovetti superare un esame in cui una Commissione, formata dal Direttore e da vari Docenti del Conservatorio, battevano dei ritmi e io dovevo riprodurli esattamente uguali.

Fu una passeggiata e mi divertii molto; quell’anno fui la bambina più piccola a superare l’esame e con il massimo dei voti.

A 5 anni ero ufficialmente allieva della classe di violino del Maestro Fulvio Luciani.


I primi anni di Conservatorio

Ben presto scoprii che il percorso di studi di violino (di vecchio ordinamento) prevedeva anche lo studio di numerose materie complementari.

Cominciai a seguire lezioni di canto corale, teoria e solfeggio e pianoforte complementare.

Andavo ancora alla scuola materna e non sapevo leggere i libri ma ben presto imparai a leggere le note.

Mia madre doveva stare con me durante le lezioni in modo che, una volta a casa, avrebbe potuto aiutarmi a studiare.

Ricordo con molta tenerezza il primo saggio di violino in Sala Puccini: una grande sala da concerto - anche se più piccola della Sala Verdi - tutta buia col palco illuminato.

Suonai senza paura e mi sentii a mio agio. Beata incoscienza!

Durante i saggi era usanza annunciare a turno i brani che avrebbero suonato i compagni di classe.

Non sapendo leggere, il mio Maestro si mise di fianco a me e mi suggerì quello che dovevo dire.

Un momento che ricorderò per sempre.




Il Conservatorio di Milano: una grande famiglia

Non mi sono mai sentita più a mio agio come dentro al Conservatorio di Milano.

Sebbene fosse (e lo è ancora) molto grande, ci si conosceva tutti e si respirava aria di famiglia.

Nella classe di violino si creò fin da subito una bella atmosfera ed eravamo tutti uniti per supportarci a vicenda.

Ricordo i miei compagni con cui avevo legato di più: Vittoria, Andrea, Jacopo… con i quali ho condiviso anche diversi momenti divertenti e di gioco.

Sì perché era la normalità vedere i bambini giocare nei corridoi tra una lezione e l’altra.

Ricordo le lezioni di teoria e solfeggio con la Prof.ssa Francesca Gorna che mi conosceva da quando ero nata e mi volle a tutti i costi nella sua classe.

Ricordo che quando cominciava ad interrogare sulla teoria musicale io mi nascondevo sotto al banco: avevo il terrore!

Come ricordo quel momento nel quale mi cadde il canino da latte rimbalzando sul banco e tutti i miei compagni esultarono insieme a me. Sono ricordi vividi che porterò sempre con me.

Ricordo le lezioni di pianoforte complementare ed il terrore che avevo ogni volta che dovevo entrare a lezione: non mi piaceva e facevo una gran fatica.

Ricordo le lezioni di canto corale durante le quali sfogavo la stanchezza del giovedì sera.


Ricordo le lezioni di violino nelle quali ho costruito solide basi per il mio futuro con un Maestro eccezionale.

Per me era come se fosse uno zio o un secondo papà, sempre calmo ma con un entusiasmo travolgente.

Sapevo che se era arrabbiato abbassava il tono di voce ed era molto peggio che sentirlo urlare, credetemi!




Anni che rimarranno per sempre nel mio cuore

Nel 2004, all’età di 11 anni, mi trasferii con la mia famiglia in Veneto e dovetti salutare per sempre Milano ed il suo Conservatorio. Fu un grande dispiacere salutare amici e docenti.

Quegli anni mi rimarranno per sempre nel cuore e tra i ricordi più belli della mia infanzia.

Avevo avuto per anni una seconda famiglia con cui condividere momenti di gioia, di puro divertimento e anche di qualche difficoltà.

Studiare in Conservatorio è sicuramente molto impegnativo ma regala anche tanti momenti indimenticabili. Cominciare a studiare così piccola mi ha fatto vivere il mondo musicale con quella innocenza che contraddistingue solo un bambino, e sicuramente mi ha aiutato a porre delle solide basi senza troppa fatica.

Ero pronta per approdare al Conservatorio di Padova.

Piccolo spoiler: una tragedia.